Il nostro Pulcinella che scoprirete
nello spettacolo non è il Pulcinella che si trova fuori le pizzerie,
o che suona il mandolino, oppure che mangia gli spaghetti dal
“rinale”, ma è un protagonista vivo che riesce a adattarsi e a farsi
amare in ogni situazione da palcoscenico. L’interprete della
maschera, Valerio Buono, attore teatrale (sono ormai
centinaia le sue comparse), dopo una ricerca approfondita effettuata
sulla stessa è arrivato alla conclusione che alla maschera di
Pulcinella bisogna ridare quella fluidità, quella versatilità, di
movimenti e d’espressioni che erano proprie della Commedia
dell’Arte. Infatti, fino all’”era Petito” ogni interprete
arricchivia la maschera con un qualcosa di suo che rendeva il
Pulcinella unico e nello stesso tempo universale, capace di
adattarsi a qualsiasi pubblico e genere di spettacolo. Antonio
Petito è stato il più grande interprete della maschera riuscendo a
rivoluzionarla in un periodo di stasi che stava vivendo. Riuscì ad
incentivare la vitalità ed evidenziò che Pulcinella è tutto ed il
contrario di tutto. I problemi si hanno con i suoi successori che si
sono limitati a seguire semplicemente quel modello regalando poco o
niente alla maschera. Il colpo di grazia fu poi dato da attori
famosi che iniziarono ad indossare la maschera com’Eduardo De
Filippo (sappiamo poi come andò a finire…)