Associazione Scuola del Folklore

 

 

 

 

 

Ischia

 

Ischia: 6 comuni, 5 porti, circa sessantamila abitanti, 42 Kmq di superficie, un vulcano ancora attivo, alta 888 metri, il Monte Epomeo, oltre 700 ettari di bosco di castagno ceduo (il porcino è saporitissimo), le caratteristiche case di pietra scavate nel tufo verde, nelle coline Bosco della Falanga a sud-ovest dell’isola, tipici ricoveri per sfuggire all’attacco dei pirati.

Acque termali miracolose ne rappresentano la principale economia turistica, cosa che fino agli anni 60 era il vino esportato con le tipiche vinaccerie. Il culto del vino è testimoniato dai reperti archeologici esposti nel Museo di Pithecusa, tappa da non perdere che conserva, tra l’altro, la coppa di Nestore e un frammento della coppa del naufragio.

Ischia, vista dall’alto, somiglia ad una indolente tartaruga, un pò tozza sul dorso, con la coda ad ovest, a coincidere con la punta del Soccorso. La testa fa capolino a est, dopo le torri di Campagnano, verso il promontorio della Parata, tra le”zampe” anteriore che corrispondono al Castello Aragonese ed alla Punta San pancrazio.

Aguzzando l’ingegno, basta poco, procurarsi una mappa topografica: bisogna orientarla in verticale, con il margine superiore corrispondente al versante sud – orientale della carta.Visto?

Ischia, dunque, sembra proprio una creatura marina, per la sua magnifica insularità circoscritta dal Tirreno. Ma giocando giocando, ma stavolta con la cartina, ci si accorge che dentro i confini della… tartaruga, all’interno della striscia di spiagge e punte e baie e porti, ci sono valli e calandre, terrazzamenti e coni di vulcano, montagnole e vette aguzze e verde, tanto verde. Pinete, agrumeti, vigneti e boschi, soprattutto bosco.

 

Un fulgido raggio della divina bellezza (di Maria Anna Loffredo Lamonica)

Siamo ad Ischia, paese del sogno, dell’incanto, della poesia: qui tutto parlò  al nostro cuore ed eleva il nostro animo alle pure idee delle sfere.

Nel suo “Fiat”potente Dio creava un Eden di pace e di bellezza, in cui lo spirito sente più fortemente l’infinito e nello ardente desio di comprendere, di ammirarlo, sovrano si libra sicuro per ascendere alla vetta  dell’arte.

Non c’è essere gentile che non si inchini a questa meravigliosa natura tocca dal magico divino pennello e non si senta fatalmente trascinate ad estrinsecare il sentimento profondo del suo Io.

E’ il delirio del bello che qui conquide e che fa del cuore ischitano un cuore di artisti e di poeta, un cuore che ha il genio è l’espressione e che decanta ed immortala nel canto e nella tela le glorie e il fascino della sua terra,le serene armonie del suo cielo, del suo mare d’incanto.

 

Ischia che proponiamo e nascosta ai più, ma non per questo meno bella, anzi l’itinerario che proponiamo permetterà al visitatore di scoprire angoli remoti che conservano inalterato il fascino e la cultura dell’isola.

 

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